luvaz

mercoledì 3 ottobre 2007

PRIMAVERA IN KURDISTAN

L'altra sera ho visto solo le ultime scene, purtroppo, di questo interessante e ben fatto documentario di Stefano Savona.

Parla del lungo viaggio dei guerriglieri curdi dal nord dell’Iraq fino al confine turco. E’ la prima volta che un videomaker occidentale ha potuto filmare la vita dei componenti del PKK, il partito dei lavoratori del Kurdistan, che vivono tra le montagne del Qandil e costituiscono un’organizzazione armata, considerata terroristica, che vuole affermare il riconoscimento all’autodeterminazione del proprio popolo. Stefano Savona ha intrapreso il viaggio con loro, ha dormito nelle loro tende e camminato con loro dall’alba al tramonto, riuscendo a restituirci la mentalità, le aspettative e la filosofia che guida le vite di questi uomini e donne guerriere.

Così viene presentato dal sito di Raitre, che ha avuto un bel coraggio a trasmetterlo, correndo il rischio di scatenare inutili polemiche e dibattiti perchè si parla di guerriglia di liberazione da parte di un esercito popolare come quello curdo. Spesso, infatti, la battaglia fatta per l'autoderminazione di un popolo viene definita terrorismo, iraq docet !
http://italy.peacelink.org/pace/articles/art_2379.html

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domenica 30 settembre 2007

Film Russo

Oggi ho visto un film, I guardiani della notte, senza interruzioni pubblicitarie e con poche, ma sempre moleste, incursioni telefoniche (servizio chi è gratias) Il film è di quelli che meritano: girato a Mosca, la produzione è russa e anche l'autore del libro da cui è stata tratta la sceneggiatura lo è, Sergei Lukyanenko.Ho apprezzato molto la fotografia e i costumi. I colori delle scene esterne sono magnifici. Però qualcosa non quadrava, forse perchè abituata alla grande produzione americana questo film a confronto fa una figura così e così. Anche se, visto che prometteva così bene ( è stato fatto nel 2004), la FoX ne ha finanziato la distribuzione e sta finanziando il secondo e il terzo di questa trilogia alla matrix. Non essendo io una critica cinematografica ( per carità chi ha mai desiderato esserlo! )vi rimando, se vi intererssa, alla recensione che più condivido fatta da questo magazine (http://www.horrormagazine.it/cinema/1666/)

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martedì 18 settembre 2007

disturbo da stress post-traumatico

Una volta sono stata scippata e un'altra volta, una dolce sera di aprile di qualche anno fa, ho subito un tentativo di rapina proprio sotto al palazzo di casa. Era un tentativo perchè, grazie a mio marito, il rapinatore che affermava di essere dotato di pistola se ne scappò sentendo per la seconda volta:" T' n' vai?Vattenn'!"E non era da solo, ma con un complice su una moto. Non potrò mai dimenticare quelle sensazioni di paura prima e sollievo poi quando il rapinatore decise che era meglio andarsene. Forse perchè era stato preso in contropiede con quell'esclamazione. Non so. Il fatto è che adesso quando rientro a casa di sera o di notte, non sempre, appena metto la chiave nel cancello penso che qualcuno stia per avvicinarsi , così mi giro ma dietro di me non c'è nessuno.
L'articolo è dal corriere del mezzogiorno buona lettura.
NAPOLI — Si chiama «disturbo da stress post-traumatico ». Una condizione che abbraccia il 20% delle vittime di un evento doloroso. In genere una catastrofe naturale. E a Napoli a soffrirne — paragone scientifico, in apparenza incredibile — sono coloro che hanno subito un'aggressione per rapina. Un trauma, che può diventare una patologia psichica. Sogni angosciosi, ricordi intrusivi e ricorrenti e stato di allerta. Il trauma di un'aggressione, secondo gli esperti, a Napoli può diventare quasi una malattia. Ed è così che nasce uno studio condotto dal dipartimento di psichiatria della seconda Università di Napoli che ha valutato la frequenza dei sintomi post-traumatici in un campione di 301 persone che si erano rivolte alla questura per denunciare di essere state vittime di un'aggressione a scopo di rapina. Sono stati alcuni medici con addestramento specifico ad intervistare le persone che avevano appena subito il trauma, grazie ad una sinergia tra l'università e le forze di polizia. Lo studio segue ad altri due (uno sulle vittime del bradisismo di Pozzuoli, l'altro sull'alluvione di Sarno) del dipartimento diretto da Mario Maj, presidente della società mondiale di psichiatria. Dalla ricerca è emerso con chiarezza che i sintomi post-traumatici colpiscono soprattutto le donne e gli anziani. «Gli elementi comune agli intervistati — spiegano i medici — sono la rassegnazione rispetto all'inevitabilità di eventi criminosi in città, un paradossale senso di colpa per le disattenzioni e i comportamenti avventati che possono aver contribuito alla realizzazione dell'evento (la persona tende a sentirsi colpevole anche verso i familiari, per aver percorso una determinata strada o lasciato l'auto in un posto specifico), rabbia verso le istituzioni e le persone che eventualmente hanno assistito alla rapina e la convinzione che in città le rapine spesso vengono attuate non per bisogno, ma per sfizio o sfregio». Ma dopo la rabbia subentrano nella mente delle vittime i ricordi disturbanti, gli incubi e la sensazione improvvisa che l'evento possa ripetersi, con un senso di distacco emozionale e di estraneità rispetto a quanto accade intorno. Nei casi più gravi addirittura incapacità a provare piacere nei mesi successivi e ad avere sentimenti pieni, ma l'evoluzione del disturbo è legata a diversi fattori, quali la natura dell'esperienza e, la fase della vita in cui è avvenuto il trauma e il contesto familiare e ambientale. Delle terapie per guarire lo stress post-traumatico e di temi sulla salute mentale, si discute da giovedì a sabato a Napoli nel congresso della società italiana di psicologia biologica, con 2500 delegati da tutto il mondo. «Siamo rimasti sorpresi dalla frequenza di questi sintomi — dice il professor Maj — e dal fatto che si accompagnano, in molti casi, a colpa e rassegnazione, mai descritti in persone con problemi del genere in altre città ». Non tutti comunque reagiscono allo stesso modo. Una donna ha addirittura dichiarato di aver subito tante rapine da non provare più nessuna emozione «anzi — avrebbe detto la signora — ora preferisco dare i consigli al ladro di turno su come concludere la rapina al più presto ». Questione di sopravvivenza.Alessandra Barone

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lunedì 10 settembre 2007

Genova '01

Ieri sera ho visto su rai tre il programma blu notte sui fatti di Genova. Come ogni volta che guardo un documentario su quegli epiosodi comincio a sentirmi male fisicamente:mi sale il sangue alla testa e mi viene il nodo alla gola.
Mi incazzo, mi mortifico e mi offendo (soprattutto la mia intelligenza media si sente offesa) quando sento dire che tutti e tre i processi, come quello per le torture a Bolzaneto o quello per l'episodio di macelleria messicana alle scuola Diaz, rischiano di non arrivare alla sentenza definitiva ma soltanto al primo grado perchè può intervenire la prescrizione per quei reati commessi da alcuni esponenti delle forze dell'ordine. Come si legge sul sito del Comitato Verità e Giustizia per Genova: "con la prescrizione le vittime delle violenze e delle calunnie nella scuola "Diaz", degli abusi nella "galera di transito" di Bolzaneto, italiani e stranieri, non avrebbero una sentenza definitiva e neppure l’assicurazione del risarcimento per i danni subiti " e ancora: "sono in corso alcuni importanti processi dei quali nessuno si occupa: non i media (in primo luogo la televisione), non i quotidiani nazionali, non la società civile italiana." Chiaro che quest'ultima affermazione potrebbe essere smentita dall' andata in onda della trasmissione di ieri. Ma da quanto tempo il mezzo di informazione più utilizzato al mondo, più immediato, come la televisione non trattatava questi temi ? Ciò che più mi colpisce è che dopo sei anni sembra che molti, tranne chi c'era e ha subito quelle violenze, si siano dimenticati dei fatti di Genova soprattutto il nostro amato Governo di centro - sinistra (?) che a tutt'oggi non ha ancora istituito una commissione parlamentare d'inchiesta.

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